Requisiti imposti ai prestatori stabiliti in Italia
Nei limiti del decreto, DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2010 , n. 59, attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, l-accesso e l-esercizio delle attività di servizi costituiscono espressione della libertà di iniziativa economica e non possono essere sottoposti a limitazioni non giustificate o discriminatorie.
L-accesso ad un-attività di servizi o il suo esercizio non possono essere subordinati al rispetto dei seguenti requisiti:
a) requisiti discriminatori fondati direttamente o indirettamente sulla cittadinanza o, per quanto riguarda le società, sull-ubicazione della sede legale, in particolare:
1) il requisito della cittadinanza italiana per il prestatore, il suo personale, i detentori di capitale sociale o i membri degli organi di direzione e vigilanza;
2) il requisito della residenza in Italia per il prestatore, il suo personale, i detentori di capitale sociale o i membri degli organi di direzione e vigilanza;
b) il divieto di avere stabilimenti in più di uno Stato membro o di essere iscritti nei registri o ruoli di organismi, ordini o associazioni professionali di altri Stati membri;
c) restrizioni della libertà, per il prestatore, di scegliere tra essere stabilito a titolo principale o secondario, in particolare l-obbligo per il prestatore, di avere lo stabilimento principale in Italia o restrizioni alla libertà di scegliere tra essere stabilito in forma di rappresentanza, succursale o filiale;
d) condizioni di reciprocità con lo Stato membro nel quale il prestatore ha già uno stabilimento, salvo quelle previste in atti comunitari riguardanti l-energia;
e) l-applicazione caso per caso di una verifica di natura economica che subordina il rilascio del titolo autorizzatorio alla prova dell-esistenza di un bisogno economico o di una domanda di mercato, o alla valutazione degli effetti economici potenziali o effettivi dell-attività o alla valutazione dell-adeguatezza dell-attività rispetto agli obiettivi di programmazione economica stabiliti; tale divieto non concerne i requisiti di programmazione che non perseguono obiettivi economici, ma che sono dettati da motivi imperativi d-interesse generale;
f) l-obbligo di presentare, individualmente o con altri, una garanzia finanziaria o di sottoscrivere un-assicurazione presso un prestatore o presso un organismo stabilito in Italia;
g) l-obbligo di essere già stato iscritto per un determinato periodo nei registri italiani o di avere in precedenza esercitato l-attività in Italia per un determinato periodo.
Nei casi in cui sussistono motivi imperativi di interesse generale, l-accesso e l-esercizio di una attività di servizio possono, nel rispetto dei principi di proporzionalità e non discriminazione, essere subordinati al rispetto dei seguenti requisiti:
a) restrizioni quantitative o territoriali sotto forma, in particolare, di restrizioni fissate in funzione della popolazione o di una distanza geografica minima tra prestatori;
b) requisiti che impongono al prestatore di avere un determinato statuto giuridico;
c) obblighi relativi alla detenzione del capitale di una società;
d) requisiti diversi da quelli relativi alle questioni disciplinate dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, o da quelli previsti in altre norme attuative di disposizioni comunitarie, che riservano l-accesso alle attività di servizi in questione a prestatori particolari a motivo della natura specifica dell-attività esercitata;
e) il divieto di disporre di più stabilimenti sul territorio nazionale;
f) requisiti che stabiliscono un numero minimo di dipendenti;
g) tariffe obbligatorie minime o massime che il prestatore deve rispettare;
h) l-obbligo per il prestatore di fornire, insieme al suo servizio, altri servizi specifici.
Sono fatti salvi i requisiti relativi alle questioni disciplinate dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, e quelli previsti in altre nonne attuative di disposizioni comunitarie, che riservano l-accesso alle attività di servizi in questione a prestatori particolari a motivo della natura specifica dell-attività esercitata.
L-efficacia di nuove disposizioni che prevedono i requisiti di cui all-articolo 12, comma 1, è subordinata alla previa notifica alla Commissione europea.
Il numero dei titoli autorizzatori per l-accesso e l-esercizio di un-attività di servizi può essere limitato solo se sussiste un motivo imperativo di interesse generale o per ragioni correlate alla scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche disponibili.
Ove sia previsto un regime autorizzatorio, le condizioni alle quali e- subordinato l-accesso e l-esercizio alle attività di servizi sono:
a) non discriminatorie;
b) giustificate da un motivo imperativo di interesse generale;
c) commisurate all-obiettivo di interesse generale;
d) chiare ed inequivocabili;
e) oggettive;
f) rese pubbliche preventivamente;
g) trasparenti e accessibili.
L-autorizzazione permette al prestatore di accedere all-attività- di servizi e di esercitarla su tutto il territorio nazionale, anche mediante l-apertura di rappresentanze, succursali, filiali o uffici; sono fatte salve le ipotesi in cui la necessità di un-autorizzazione specifica o di una limitazione dell-autorizzazione ad una determinata parte del territorio per ogni stabilimento sia giustificata da un motivo imperativo di interesse generale.
2. L-autorizzazione ha durata illimitata, salvo che non ricorra uno dei seguenti casi:
a) previsione di un rinnovo automatico, purché compatibile con le disposizioni del presente decreto;
b) previsione di una limitazione numerica dei titoli che possono essere rilasciati;
c) limitazione della durata giustificata da un motivo imperativo di interesse generale.
La prestazione temporanea e occasionale di servizi é consentita ai cittadini comunitari e agli altri prestatori aventi la sede sociale, l-amministrazione centrale o il centro di attività principale all-interno dell-Unione europea, quando sono stabiliti in uno Stato membro.
I requisiti applicabili ai prestatori di servizi stabiliti in Italia si applicano ai soggetti di cui al comma 1 in caso di prestazione temporanea e occasionale solo se sussistono ragioni di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di sanità pubblica o di tutela dell-ambiente, nel rispetto dei principi di non discriminazione e di proporzionalità.
Restano ferme le disposizioni di cui al titolo II del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, di recepimento della direttiva 2005/36/CE.
Fatto salvo quanto previsto dai precedenti due periodi , il diritto alla libera prestazione di servizi di un prestatore stabilito in un altro Stato membro non può essere in particolare subordinato alla sussistenza dei seguenti requisiti:
a) l-obbligo per il prestatore di essere stabilito in Italia;
b) l-obbligo per il prestatore di ottenere un-autorizzazione dalle autorità competenti, compresa l-iscrizione in un registro o a un ordine professionale nazionale, salvo i casi previsti dal presente decreto o da altre disposizioni di recepimento di norme comunitarie;
c) il divieto imposto al prestatore di dotarsi in Italia di una determinata forma o tipo di infrastruttura, inclusi uffici o uno studio, necessaria all-esecuzione delle prestazioni in questione;
d) l-applicazione di un regime contrattuale particolare tra il prestatore e il destinatario che impedisca o limiti la prestazione di servizi a titolo indipendente;
e) l-obbligo per il prestatore di essere in possesso di un documento di identità specifico per l-esercizio di un-attività di servizi rilasciato in Italia;
f) i requisiti, a eccezione di quelli in materia di salute e di sicurezza sul posto di lavoro, relativi all-uso di attrezzature e di materiali che costituiscono parte integrante della prestazione del servizio;
g) le restrizioni alla libera circolazione dei servizi riguardanti i destinatari ai sensi del decreto.
Disposizioni in deroga a quanto sopra citato possono essere previste solo se giustificate da motivi imperativi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di sanità pubblica o di tutela dell-ambiente, in conformità con i principi di non discriminazione e proporzionalità.
Dati necessari per entrare direttamente in contatto con le Autorità competenti
1) SUAP Comune di Civitavecchia - PEC: suap.pec@comunedicivitavecchia.legalmail.it
2) Ministero beni culturali e ambientali - PEC: ministro.segreteria@beniculturali.it
3) Vigili del Fuoco Area III Prevenzioni Incendi - PEC: Prev.prevenzioneincendi@cert.vigilifuoco.it
4) Agenzia del demanio - PEC: agenziademanio@pce.agenziademanio.it
5) Corpo forestale dello stato PEC: ispettorato.generale@pec.corpoforestale.it
6) Regione Lazio - PEC: protocollo-territorio@regione.lazio.legalmail.it
7) Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio - PEC: mbac-sba-laz@mailcert.beniculturali.it
8) Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo - PEC: mbac-sbaplaz@mailcert.beniculturali.it
9) Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio - PEC: mbac-sbsae-laz@mailcert.beniculturali.it
10) Urbanistica Beni Paesaggistici - PEC: mbac-dr-laz@mailcert.beniculturali.it
11) Arpa Lazio - PEC: direzione.generale@arpalazio.legalmailpa.it
12) Provincia di Roma - PEC.: urp@pec.provincia.roma.it
13) Asl Rm/F21 - PEC: protocollo@pec.aslrmf.it
14) Camera di Commercio di Roma - PEC: cciaaroma@rmlegalmail.camcom.it
Mezzi di ricorso per le controversie tra autorità competenti ed il prestatore
Ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) entro 60 giorni dal verificarsi dell-evento o ricorso Straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni.
Dati di associazioni o organizzazioni diverse dalle autorità competenti
1) Camera di Commercio di Civitavecchia - email: civitavecchia@confcommercioroma.it
2) Direzione Nazionale Confesercenti Roma - email: confes@confesercenti.it
3) Confederazione Nazionale dell-Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) Civitavecchia - email: info@cnacivitavecchia.it
4) Ordine dei dottori commercialisti Civitavecchia - email: info@odceccivitavecchia.com
5) Ordine Ingegneri - Pec: segreteria@pec.ording.roma.it
6) Ordine Architetti Roma - email: architettiroma@archiworld.it
7) Ordine Agronomi Roma - email01: info@agronomiroma.it - email02: agronomiroma@tin.it - Pec: protocollo.odaf.roma@conafpec.it